Durante la pandemia da Covid-19, la scuola è stata al centro di molti dibattiti. Le considerazioni di tipo sanitario, la necessità di adottare misure restrittive per contenere la diffusione di Sar-CoV-2, le conoscenze che via via si andavano acquisendo sulla suscettibilità dei più giovani al virus e sulla loro capacità di trasmissione, si sono intrecciate (e talvolta scontrate) con le esigenze della didattica. La scuola, sottolineava la neuropsichiatra infantile Michela Gatta in uno dei servizi dedicati all’argomento da Il Bo Live, rappresenta una dimensione fondamentale di vita per i ragazzi non solo per l’apprendimento, ma anche perché consente la socializzazione, il confronto tra pari, offre un riferimento di adulti significativi al di fuori della famiglia.
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